Quickribbon omofobia | Condominio Criptolelle & Co.
giovedì, 15 maggio 2008
CriptoLella: hanwi @ 13:08
CriptoStanza: omofobia
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Dall'Adige di oggi..

Il dibattito
Ma l'omosessualità non è «normale»

EMILIO GIULIANA

Uno degli argomenti del movimento gay per affermare che
l'omosessualità sarebbe «normale» è l'affermazione secondo la quale
l'Apa, nel 1973, ha cancellato l'omosessualità dal suo manuale
diagnostico, comunemente chiamato il Dsm; sulla scia di questa
decisione, l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) l'ha
cancellata dal suo manuale diagnostico, l'Icd (International
Classification of Disease), nel 1991. Pochi però spiegano che questa
decisione non è stato il frutto di un dibattito scientifico, ma di una
operazione ideologica. Dal 1968 gli attivisti gay manifestavano alle
riunioni della «Commissione Nomenclatura» dell'Apa, chiedendo e infine
ottenendo di partecipare agli incontri. Da quel momento il dibattito
scientifico fu sospeso e sostituito da discussioni di carattere
politico e ideologico che sfociarono nel 1973 nella decisione di
mettere ai voti la questione. Ebbene sì; l'omosessualità fu
derubricata dai manuali statistici grazie a una votazione «per
corrispondenza» (5.816 voti a favore e 3.817 contro)! Nel Dsm IV
rimase la voce «omosessualità egodistonica» (che fu tolta poi nel
1987), espressione che in generale designa soggetti spinti verso uno
stato depressivo a causa di un conflitto con il proprio io. Il noto
psichiatra Irving Bieber commentò la votazione del 1973: «Non sì può
davvero sostenere che la nuova posizione ufficiale riguardo
l'omosessualità sia una vittoria della scienza. Non è ragionevole
votare su questioni scientifiche come se si trattasse di mettere ai
voti se la terra sia piatta o rotonda». È interessante la posizione di
Robert Spitzer, che nel 1973 era presidente della «Commissione
Nomenclatura» dell'Apa. Egli, in seguito a una ricerca compiuta nel
2001 e confermata nel 2003 sull'efficacia della terapia riparativa,
afferma di aver cambiato idea in merito alla possibilità di
cambiamento dell'orientamento sessuale. In una dichiarazione
rilasciata al «Wall Street Journal» il 23 maggio 2001, egli afferma:
«Nel 1973, opponendomi all'opinione prevalente dei miei colleghi,
appoggiai la rimozione dell'omosessualità dalla lista ufficiale dei
disordini mentali. Per questo motivo ottenni il rispetto dei liberals
e della comunità gay, anche se ciò fece infuriare molti dei miei
colleghi [...]. Nel 2001, ho mutato opinione e questo ha fatto sì che
venissi presentato come un nemico della comunità gay e così la pensano
in molti all'interno della comunità psichiatrica e accademica. Io
contesto la tesi secondo cui ogni desiderio di cambiamento
dell'orientamento sessuale di un individuo è sempre il risultato della
pressione sociale e mai il prodotto di una razionale motivazione
personale...» . Dunque, affermazioni totalizzanti di coloro che
sostengono trionfalmente che l'omosessualità , in base ai criteri
«scientifici» sanciti dal Dsm, non è più una malattia, lascia
presagire l'alto rischio che essa possa diventare una «giustificazione
scientifica» per sostenere ulteriori manipolazioni ideologiche. Va,
infine, precisato che il termine omosessuale non è sinonimo di gay. La
parola omosessualità indica una tendenza o inclinazione sessuale, il
termine gay indica una identità sociopolitica. Sottolineo questa
differenza perché nel 1993 l'Ilga, l'International Lesbian & Gay
Association, la più importante lobby gay mondiale, che unisce più di
400 organizzazioni di 90 paesi in tutto il mondo fra le quali
l'Arcigay - la principale organizzazione gay italiana - ha seguito un
percorso comune collaborazione con la Nambla, la North American
Man/Boy Love Association, associazione che ha fra i suoi scopi la
diffusione della pedofilia. Concludo, che al di là di sentenze
scientifiche, politiche o religiose, sarebbe sufficiente il buon senso
a far comprendere che scelte come i pacs, adozioni, e matrimoni tra
persone dello stesso sesso sono scelte insensate, perché la natura,
arbitro imparziale, ci insegna che la continuità della specie umana è
data dall'unione di un uomo e una donna. Tutto il resto è noia.

Emilio Giuliana è consigliere comunale della Fiamma Tricolore a Trento

15/05/2008

Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (11)
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lunedì, 28 aprile 2008
CriptoLella: alcedoatthis @ 12:20
CriptoStanza: omofobia
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Non vorrei fare spam (amministratora avvisami o cancella se non è gradito). Vi arriveranno giornalmente caterve di petizioni da firmare, ma questa ci riguarda in pieno, per questo ho pensato di postarla .

Si tratta di petizione contro le discriminazioni (tra le quali viene incluso l'orientamento sessuale al contrario delle volute omissioni italiane).

Visti i tempi bui sarebbe opportuno farla girare nella speranza che almeno in Europa l'omofobia sia riconosciuta come discriminante e possano venire varate leggi per combatterla.

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domenica, 13 gennaio 2008
CriptoLella: EgoQuotta @ 21:48
CriptoStanza: informazioni, clero, omofobia
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vaderetroCiao a tutte... navigando a casaccio in rete ho trovato questo post.

Credo interessi tutte, viste le chiacchiere inutili che la TV propina continuamente...
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mercoledì, 02 gennaio 2008
CriptoLella: blacktear @ 22:33
CriptoStanza: omofobia
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Una delle mie utenti mi ha segnalato questo blog: http://nonsinascegay.splinder.com/
Credo si commenti da solo, a partire dal titolo.

Mi colpisce particolarmente il fatto che questo blog sia ospitato da Splinder, proprio come Criptolelle. Non c'è proprio niente che possiamo fare per farlo chiudere?

Le condizioni generali di utilizzo alle quali tutti gli utenti splinder si impegnano ad aderire recitano:

l’Utente si impegna a non inviare Materiali e Contenuti:
  • contrari alla legge o in altro modo illeciti, dannosi, minatori, abusivi, molesti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, osceni, lesivi della privacy altrui, sucettibili di recare danno a minori d’età, razzisti, classisti o comunque reprensibili;
Che ne dite, la mandiamo una bella e-mailina a supporto@splinder.com segnalando la cosa? Una e-mailina per ogni criptolella, ecco che comincia a diventare più di un problemino trascurabile per Splinder. E magari possiamo auspicarne la chiusura come primo successo del 2008....?
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martedì, 18 dicembre 2007
CriptoLella: hanwi @ 17:34
CriptoStanza: news, omofobia
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Aveva 16 anni. Per "recuperarla" il Tribunale dei minori di Catania l'aveva assegnata
a un centro di accoglienza dove ha dovuto vivere tre mesi con 35 ragazzi nordafricani

Trans suicida in una comunità
La tragica storia di Loredana

La procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità
La responsabile della struttura: "Nessun altro l'ha voluta. E nessuno ci ha aiutato"
di FRANCESCO VIVIANO


PALMA DI MONTECHIARO - All'anagrafe si chiamava Paolo, 16 anni, sesso maschile, nata a Catania, ma lei si sentiva donna, si vestiva da donna, si truccava e si faceva chiamare Loredana. Alcuni anni fa aveva subito maltrattamenti dal padre, faceva una vita sregolata, dormiva di giorno e viveva di notte. La madre non riusciva a sostenerla, con il padre, dopo le violenze subite, non aveva rapporti, era intervenuto il Tribunale dei Minori di Catania. Sette giorni fa Loredana si è impiccata con il suo foulard preferito dentro la stanzetta della "Comunità Alice", a Marina di Palma di Montechiaro (Agrigento) dove era ospite da tre mesi per essere "recuperata". E per "recuperarla" il Tribunale dei Minori di Catania l'aveva assegnata a una comunità dove era costretta a vivere insieme a 35 ragazzi, tutti maschi, extracomunitari, tunisini, marocchini, algerini tra i 15 e i 17 anni, tutti clandestini arrivati dalle coste nordafricane.

Lei, Loredana, era l'unica "donna" di quella comunità e l'avevano assegnata li "perché nessuno la voleva" dice Linda Lumia, l'assistente sociale del centro che quattro giorni fa, insieme ad altri "ospiti" di "Alice" l'ha accompagnata al cimitero di Assoro (Enna) dove Loredana è stata seppellita. "C'erano la madre e i suoi fratelli, ma nessuno dell'Arci Gay, neanche un fiore" sottolinea Linda Lumia che ha dovuto affrontare una situazione incredibile.

Ma è mai possibile che un ragazzo, di fatto donna, per essere recuperata sia mandata in una comunità fatta solo di maschi extracomunitari? L'assistente sociale del centro di accoglienza "Alice" - una bella struttura che sorge a poche centinaia di metri dal mare, con una piscinetta, un campetto di calcio, ottima cucina e stanze da albergo a tre stelle - allarga le braccia e non nasconde la sua impotenza davanti a una situazione del genere finita in tragedia.

Dentro il centro Loredana, che "era in prova", non avrebbe avuto problemi di sorta, sostengono i responsabili della struttura, ma gli operatori tentavano comunque di "proteggerla". "Era la prima volta che ospitavamo in un centro per maschi, una "ragazza" e per lei avevamo allestito - dice Linda Lumia - una stanzetta singola. Aveva in qualche modo la sua privacy, utilizzava il bagno delle donne per le operatrici del centro, mangiava con noi. Era anche contenta perché aspettava con ansia l'inizio del corso professionale per parrucchiera, ma l'altro giorno ha deciso di farla finita".


La Procura di Agrigento ha aperto un'indagine che avrebbe accertato il suicidio ma sta ancora indagando per accertare eventuali responsabilità di altri. Si vuole accertare anche come e perché un ragazzo, di fatto donna, sia finita in quel centro popolato da soli uomini e non in un'altra struttura più adeguata. La notizia del suicidio di Loredana era stata diffusa dal deputato di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria: "Nonostante l'impegno degli assistenti sociali - dice la parlamentare - la giovane non era in una struttura specializzata ad affrontare i problemi della disforia di genere, soprattutto in una fase delicata come quella adolescenziale. Occorre attivare una seria politica di inserimento sociale e lavorativo a partire dalla realizzazione di strutture più specifiche e mirate".

"Ma dov'era l'Arci Gay quando ho chiesto di darmi una mano?" dice l'assistente sociale Linda Lumia. "E' chiaro che la nostra struttura non era certo la più adatta per affrontare una situazione del genere, così delicata e complicata. Ma noi siamo stati gli unici e non buttare fuori Loredana. Nessuno la voleva, tutti gli altri centri ai quali era stato chiesto di ospitarla hanno detto di no. Loredana aveva "precedenti" era stata ospitata in altri centri da dove era fuggita e dove forse aveva creato qualche problema. Ma noi abbiamo fatto il possibile, abbiamo chiesto anche all'Arci Gay di darci una mano. A parole dicevano che avrebbero fatto qualcosa, ma non si sono mai visti né sentiti".

L'assistente sociale che con Loredana aveva stabilito un ottimo rapporto e con la quale si confidava non nasconde le difficoltà incontrate nel gestire quel centro con 35 maschi e una donna. "Noi abbiamo fatto il possibile e se Loredana si fosse trovata male poteva andarsene in qualunque momento perché in questi centri tutti sono liberi di entrare ed uscire, poteva fare come tanti altri minori extracomunitari che stanno qui o in altri posti un paio di giorni e poi spariscono. Ma non lo aveva fatto, anche perché non aveva dove andare, perché nessuno la voleva".

Prima d'impiccarsi Loredana aveva scritto due lettere, una alla madre e un'altra ad un suo amico con il quale intratteneva una fitta corrispondenza. Fra tre giorni si sarebbe trovata faccia a faccia con suo padre nel processo. "Non posso più vivere così, non ce la faccio più e ho deciso di farla finita...", ha scritto prima di impiccarsi alla finestra della sua stanza vicino alla parete dove aveva affisso un grande poster di Marilyn Monroe.

(18 dicembre 2007)

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/palma-montechiaro/palma-montechiaro/palma-montechiaro.html

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sabato, 15 dicembre 2007
CriptoLella: LaMeladiNewton @ 10:20
CriptoStanza: news, diritti, omofobia
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Firmato il Trattato a Lisbona: da oggi ci protegge l'UE
di Gay.it
Giovedì 13 Dicembre 2007
  Gay.it - Firmato il Trattato a Lisbona: da oggi ci protegge l'UE
 
Mentre in Italia non è ancora chiaro che fine faranno le norme previste dal pacchetto sicurezza in tema di discriminazioni, i capi dei governi dei paesi dell'Ue firmano un trattato che le condanna.
 

Oggi, a Lisbona, i rappresentanti dei governi dei paesi membri dell'Unione Europea hanni siglato un accordo che rimpiazza la bozza di Costituzione bocciata nel 2005 nei referenduum in Francia e Olanda, dovrà passare le ratifiche dei parlamenti nazionali (tranne in Irlanda dove sarà sottoposto a referendum).
'Abbiamo visto anche Romano Prodi apporre la sua firma a nome dell'Italia al Trattato dell'Unione e ci chiediamo, come fa il capo di un governo che sta per affossare le norme anti discriminatorie nel suo paese a sottoscrivere un impegno che riguarda anche il divieto di ogni forma di discriminazione".  E' il commento di Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay che ricorda quanto dice un articolo del Trattato: 'vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale'.

Mancuso ricorda anche che "l'Italia è un paese che è ha rischio d'infrazione perché‚ ha stravolto con il suo recepimento la direttiva 78/2000 sulle discriminazioni sul posto di lavoro per le persone LGBT e che ora, grazie a questa maggioranza sta per cancellare dal decreto sicurezza il riferimento (volutamente sbagliato) al Trattato di Amsterdam, promettendo che farà approvare velocemente le stesse norme contenute nello stralcio del pacchetto anti violenza, tutto è possibile, soprattutto le reiterate bugie da parte di un esecutivo e di una maggioranza ricattati dal Vaticano. Non si puó che provare sentimenti di vergogna per una disgustosa sceneggiata condotta sulla pelle degli omosessuali".

Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (3)
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mercoledì, 28 novembre 2007
CriptoLella: n3nni @ 09:18
CriptoStanza: informazioni, omofobia
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Prima pestato dalla folla e poi arrestato dalla polizia perché colpevole di essere gay. Al danno s'aggiunge insomma la beffa. A seguito della diffusione della notizia del matrimonio gay, in Marocco, si è aperta una vera e propria caccia all'uomo. Fuad, la persona identificata dai quotidiani arabi come la "sposa" è stato riconosciuto e pestato da una folla inferocita. Recatosi alla stazione di polizia è stato arrestato. Il fatto, avvenuto nella città di Kasr el Kebir, nel nord del paese, ha dell'incredibile. A confermare tutto, comunque, è il sito internet della Tv satellitare al Arabiya.

Il quotidiano marocchino Attajdid non va troppo per il sottile nel raccontare gli ultimi sviluppi della vicenda. "Grazie a Dio, in Marocco ci sono ancora degli uomini!" titola, senza farsi troppo scrupolo nel rendere esplicito il proprio atteggiamento omofobico. Nell'articolo, poi, i teppisti sono trattati da eroi.
"La manifestazione di Kasr el Kebir, così spontanea e senza alcun segnale convenuto, porta in grembo un enorme significato: bisogna fortificare la natura religiosa della società islamica", scrive il quotidiano.
La vicenda risale a 10 giorni fa, quando Fuad e un altro uomo avrebbero tenuto una cerimonia di nozze, in puro stile maghrebino, con annesso un banchetto al quale avrebbero preso parte anche i poliziotti chiamati a garantire la sicurezza dei convenuti. Per non aver impedito la cerimonia, il capo della polizia cittadina è stato rimosso dal suo incarico.Le immagini della cerimonia, con Fuad vestito da sposa, hanno fatto il giro del mondo perché pubblicate su YouTube, il sito internet di condivisione di file video. E, sullo stesso sito, è possibile anche visionare le immagini dell'assalto alla casa degli "sposi", avvenuto venerdì scorso, dopo incendiarie prediche nelle moschee cittadine. Secondo i media arabi, una massa di 10mila fedeli avrebbe messo a soqquadro la città.
A peggiorare la situazione, anche la descrizione assai denigratoria fatta dai media locali della personalità di Fuad. Per i giornali, a partire da Attajdid, Fuad sarebbe un "venditore di alcol", un "omosessuale conclamato", un "corruttore", un "noto depravato". La Procura cittadina ha aperto un'inchiesta contro ignoti per aver turbato l'ordine pubblico. E non è detto che l'arresto di Fuad, non sia da collegare proprio a quest'inchiesta: cioè la causa dei disordini sarebbe stato il matrimonio gay e non le prediche infuocate degli imam.
Articolo tratto da tiscali.notizie
Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (2)
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